mercoledì 30 dicembre 2009

Ospedale Piemonte: salva la struttura, ma non basta, anzi...

E' PERICOLOSO MANTENERE LA STRUTTURA SENZA QUALIFICARLA.
E' di questi giorni la notizia che l'Ospedale Piemonte vedrà assegnati 110 posti di degenza e 10 di day hospital. Il che in soldoni vuol dire che non verrà declassato e quindi non chiude.
Questa è una buona notizia. E' un passaggio fondamentale.
Ma non solo non basta diventa un autogol o peggio DRAMMA NEL DRAMMA se non si provvede immediatamente a dotarlo di personale qualificato, tecnologia adeguata, unità operative e spazi affinchè diventi un polo di eccellenza per l'emergenza.

Abbiamo sempre detto che questa è la mission naturale dell'Ospedale Piemonte, quale nosocomio del centro della città. Andiamo nei particolari:

EMODINAMICA. Un infartuato per avere le prime cure necessarie e soprattutto quelle salvavita ha la necessità di avere a disposizione una cardiologia con terapia intensiva. Questo servizio, l'UTIC, è stato 'salvato' all'Ospedale Piemonte, peccato non ci sia l'emodinamica. Il che vuol dire, per i non addetti ai lavori, che i medici e i sanitari non potranno fare un bel niente per il povero infartuato , poichè la terapia salvavita è invasiva e richiede appunto l'emodinamica.
Cosa che già esiste al Papardo, quindi nella stessa azienda, e creare una struttra semplice al Piemonte non comporta eccessivo impegno burocratico.

PRONTO SOCCORSO. Nell'emergenza il Pronto Soccorso (adesso la sigla è MCAU) deve avere oltre che una degenza d'astanteria anche una serie di servizi afferenti che si muovono con velocità per affrontare patologie acute che si prospettano improvvisamente e per le quali il fattore tempo e qualità è salvavita!
Chirurgia d'urgenza, Medicina d'urgenza, Traumatologia, Emoteca, giusto per citarne alcuni.
Il tutto gestito da professionisti di esperienza e di 'ruolo' facendo uscire dal precariato i medici che si sono avvicendati in questi ultimi anni.

EMOTECA. Come può esistere un centro per l'emergenza senza possibilità di trasfondere immediatamente?
In questo momento per avere del sangue bisogna che un'auto apposita porti le richieste dall'Ospedale Piemonte al Papardo e da questo il sangue al Piemonte. Superfluo evidenziare quanto nell'emergenza possa costare la vita i tempi enormi di attraversamento di tutta la città e della costa. (circa tre ore in tutto).
La chiusura del Centro Sangue del Piemonte ha comportato, tralaltro, una sensibilissima riduzione della raccolta da donatori, circa il 60% in meno secondo alcune stime, costringendo l'Azienda Unificata a comprare il sangue altrove! Quindi emoteca fornita e Centro donazione riattivato!

POLO MATERNO-INFANTILE. Sempre stato il punto di forza dell'Ospedale Piemonte.Per soddisfare l'emergenza occorre qualificare i sanitari, potenziarne il numero degli addetti che è assolutamente insufficiente ed aumentare i posti letto dell'UTIN (Unità di Terapia Intensiva Nenatale).

TRAUMATOLOGIA. In atto Ortopedia altra struttura 'salvata'. Occorre anche qui potenziare l'organico dei sanitari e parasanitari, nonchè qualificare gli addetti ai lavori. Dotarla di tecnologia idonea. Ed associarla ad una Chirurgia maxillo-facciale che manca in tutta l'Azienda (Papardo-Piemonte).
Senza parlare della NEUROCHIRURGIA, che proprio perchè il Piemonte si trova proprio allo svincolo autostradale, ne dovrebbe essere dotato per gli interventi di emergenza in quanto meglio raggiungibile rispetto al Papardo.

RIANIMAZIONE. I posti sono passati da 4 a 8 (non ancora tutti attivati), ma insufficienti per un vero polo per l'emergenza. Si pone ovviamente il problema dell'assistenza continua al malato acuto che è in questo momento pressochè impossibile garantire con l'organico in dotazione. Quindi ulteriore aumento dei posti letto e dell'organico.

AMBULATORI. Perchè non utilizzare il comodo centro città per mettere al servizio dell'utente tutte le specialistiche H12? Renderebbe un grande servizio alla comunità messinese e dell'interland. Esistono tutti i professionisti specialisti già in pianta organica. (angiologia, otorinolaringoiatria, chirurgia vascolare, neurologia, endocrinologia e tutte le strutture già esistenti nell'ospedale).

QUI SI PONE IL PROBLEMA. Possiamo pensare ad una organizzazione dell'Ospedale Piemonte di questo genere, (e sicuramente ancora perfettibile) senza fondi e senza spazi? La risposta è sì!

INTERCETTIAMO I 21 (16 PER ALTRI) MILIONI DI EURO DESTINATI ALLA REALIZAZIONE DELLA SECONDA PIASTRA MEDICA CHE , COME QUELLA CHIRURGICA, SAREBBE A NORMA PER L'EMERGENZA.

DOTIAMO NELLE MORE L'OSPEDALE DI UN ELIPORTO.

ATTIVIAMO IN SEDE DI ATTO AZIENDALE (quindi nei prossimi mesi)TUTTO CIO' CHE PUO' ESSERE FATTO SENZA ECCESSIVA SPESA E CON GLI SPAZI A DISPOSIZIONE.

Senza questo, che è un modesto contributo di idee, ripeto, assolutamente perfettibile, altro che eccellenza dell'emergenza. Sarà la Tomba dell'emergenza ed ahinoi non è assolutamente una metafora!

Silvano Arbuse