lunedì 25 ottobre 2010

Cosi muore la democrazia

"Quando la città retta a democrazia si ubriaca, con l' aiuto di cattivi coppieri,di libertà confondendola con la licenza, salvo a darne poi colpa ai capi accusandoli di essere loro i responsabili degli abusi e costringendoli a comprarsi l'impunità con dosi sempre più massicce d' indulgenza verso ogni sorta d' illegalità e di soperchieria;quando questa città si copre di fango accettando di farsi serva di uomini di fango per poter continuare a vivere e ad ingrassare nel fango;quando il padre si abbassa al livello del figlio e si mette,bamboleggiando,a copiarlo perchè ha paura del figlio; quando il figlio si mette alla pari del padre e,lungi dal rispettarlo, impara a disprezzarlo per la sua pavidità" , "quando il cittadino accetta che, di dovunque venga,chiunque gli capiti in casa possa acquistarvi gli stessi diritti di chi l' ha costruita e c'è nato;quando i capi tollerano tutto questo per guadagnare voti e consensi in nome in nome di una libertà che divora e corrompe ogni regola ed ordine; c'è da meravigliarsi che l' arbitrio si estenda a tutto, e che dappertutto nasca l' anarchia e penetri nelle dimore private e perfino nelle stalle?".

"In un ambiente siffatto,in cui il maestro teme ed adula gli scolari e gli scolari non tengono in alcun conto i maestri;in cui tutto si mescola e confonde; in qui chi comanda finge,per comandare sempre di più,di mettersi al servizio di chi è comandato e ne lusinga,per sfruttarli,tutti i vizi; in cui i rapporti fra gli uni e gli altri sono regolati soltanto dalle reciproche compiacenze nelle reciproche tolleranze;in cui la demagogia dell'uguaglianza rende impraticabile qualsiasi selezione, ed anzi costringe tutti a misurare il passo sulle gambe di chi le ha più corte; in cui l' unico rimedio contro il favoritismo consiste nella reciprocità e moltiplicazione dei favori; in cui tutto è concesso a tutti in modo che tutti diventino complici; in un ambiente siffatto,quando raggiunge il culmine dell' anarchia, e nessuno è più sicuro di nulla, e nessuno è più padrone di qualcosa perchè tutti lo sono,anche del suo letto e della sua madia a parità di diritti con lui,e i rifiuti si ammonticchiano nelle strade perchè nessuno può comandare a nessuno di sgombrarli; in un ambiente siffatto,dico,pensi tu che il cittadino accorrerebbe in armi a difendere la libertà, quella libertà,dal pericolo dell' autoritarismo?"


"Ecco, secondo me,come nascono e donde nascono le tirannidi.Esse hanno due madri. Una è l' oligarchia quando degenera,per le sue lotte interne,in satrapia.L' altra è la democrazia quando, per sete di libertà e per l' inettitudine dei suoi capi,precipita nella corruzione e nella paralisi.Allora la gente si separa da coloro cui fa colpa di averla condotta a tanto disastro e si prepara a rinnegarla prima coi sarcasmi,poi con la violenza, che della tirranide è pronuba e levatrice."

"Cosi muore la democrazia:per abuso di se stessa. E prima che nel sangue,nel ridicolo"



Platone, La Repubblica cap. VIII, Atene 370 a.C.