L'Unità d'Italia ci è stata imposta, e questo ormai è un fatto storico ed assodato.Difficile oggi pensare ad una indipendenza reale che sarebbe come se scappasse il derubato e non il ladro.Adesso dobbiamo pretendere che si faccia un Italia giusta ed equa. La coscienza meridionale deve abbandonare l'accento 'meridionalista' ed entrare nell'agone politico e amministrativo a pieno titolo liberandosi dei faldoni che ci ha lasciato l'Unità ed i Savoia. Faldoni di tipo burocratico ed impoverimento progressivo.Inutile soffermarci agli esempi soprattutto del dopoguerra. E' evidente che come hanno fatto i Savoia con i massoni della marina borbonica, così gli americani hanno approfittato dell'indipendentismo per praticamente entrare in Europa nella seconda guerra mondiale.In ambedue i casi la Sicilia è stata terra di transito e di conquista, usata come una baldracca manco pagata.Stabilizzatasi la Repubblica con la Carta Costituzionale , un altro assalto è stato perpetrato al Sud, quello della speculazione economica ed umana. Col meccanismo clientelare si sono spente le coscienze, si sono comprati gli spiriti liberi e si sono disattese le aspettative dei meridionali. E non solo. Si è dissolta l'economia delle regioni del Sud.
Tutto è demandato a personaggi affascinanti , a masanielli inconcludenti che hanno solo la prerogativa del lamento, magari quello che veniva acquistato durante i funerali.
La Storia talvolta , però, può giocare brutti scherzi. Non sempre può essere prevedibile.
Se le coscienze meridionali e non parlo di pensieranti, ma di popolo, di famiglie, di piccoli imprenditori, di scuola, di Università,di artigiani producono politici non assoggettati, si può fare l'Italia. Quella in cui noi esistiamo a pieno titolo.
Fin quando saremo ghettizzati in piccoli gruppi più o meno numerosi che se la cantano e se la suonano, al resto della penisola va benissimo. Nè possiamo credere ad autonomie fittizie che si prestano al gioco di veleni interni ai poteri romani, e che pensano solo ad occupare poltrone.
Rimanere con i piedi a terra, vigilare cinicamente sulla politica e sull'economia, produrre ricchezza questa è coscienza meridionale.
Conservare e preservare la nostra storia fatta di continue occupazioni diventa folklore se non si misura e si esprime con vera azione politica , con armi moderne.
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