Sono moltissimi i messinesi che guardano con sufficienza la mobilitazione internazionale per Haiti. Diciamolo sinceramente soprattutto quella italiana.
Una mobilitazione che per i fatti di casa propria non si è vista , anzi è stata contrastata con accuse della serie : ve lo siete voluto voi. Si sono anche accodati alcuni messinesi stessi a queste tesi.
Perchè? Semplice, schiavi dell'antimeridionalismo e soprattutto della 'verità mediatica'.
Una delle 'fortune' (si fa per dire) dell'Aquila è stato Bruno Vespa che ha dedicato decine di Porta a Porta sul tema ed ha mobilitato il 'sistema mediatico e buonista', con tanto di canzone dedicata che gli stessi messinesi hanno nelle suonerie del telefonino.
Cosa vuoi che siano alcune decine di morti a Messina? Chi tutela la nostra immagine? Chi ci aiuta?
La notizia non interessa, non è supportata, non ha sponsor quindi meglio togliere anche il numero per gli aiuti!
In sostanza il dramma fa notizia, veicola informazioni, fa business. Haiti , da sempre abbandonata a se stessa, diventa luogo per poter rubare l'immagine ad effetto. Anche nella tragedia i poveri abitanti sono solo oggetto di interesse perverso della legge dello spettacolo. Ed in questo i colossi dell'informazione sono seri professionisti. Ecco che si mobilità anche la solidarietà economica.
Dove andranno a finire i soldi per Haiti non ha importanza per nessuno. Non credo che Giletti ne farà un'Arena. Anche lui vittima dello spettacolo.
Tutto questo noi messinesi lo sappiamo. Non siamo buonisti, ma abbiamo l'esperienza , come tutti i siciliani, della sofferenza, che noi sopportiamo più degli altri e quindi capiamo bene quella degli altri, anche se stanno dall'altra parte del pianeta, anche se hanno un colore diverso della pelle, anche se sono governati da regimi fantasma.
Doniamo perchè la sofferenza ha fatto diventare il nostro cuore più grande di quello dei furbi.
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